Colombia, la pace si voterà con referendum

 

 Geraldina Colotti, 7.1.2015 “Il Manifesto”

 

In Colom­bia, il pre­si­dente Manuel San­tos ha dato il via libera alla legge che per­mette ai colom­biani di votare con refe­ren­dum e durante le pros­sime ele­zioni gli accordi di pace even­tual­mente rea­liz­zati a Cuba con la guer­ri­glia. Accordi che dovranno per que­sto essere resi pub­blici per­ché ogni cit­ta­dino ne venga a cono­scenza e possa deci­dere. Nelle urne dovrà essere posta anche la scheda cor­ri­spon­dente al «sì o al no» ai risul­tati dell’Avana. Per­ché un refe­ren­dum venga appro­vato sono neces­sari almeno 7,5 milioni di voti e la domanda da porre nelle urne deve essere appro­vata dal Congresso.

La guer­ri­glia mar­xi­sta delle Forze armate rivo­lu­zio­na­rie colom­biane (Farc) ha già ripe­tu­ta­mente espresso la pro­pria con­tra­rietà, e ha riba­dito nuo­va­mente dall’Avana attra­verso i pro­pri media­tori: il refe­ren­dum non è stato con­cor­dato, ci vuole un’assemblea costi­tuente che coin­volga la cit­ta­di­nanza e sot­tragga gli accordi di pace agli inte­res­sati bizan­ti­ni­smi di palazzo e ai mec­ca­ni­smi di una demo­cra­zia malata. Al con­tempo, le Farc hanno apprez­zato l’atteggiamento di San­tos che ha final­mente lasciato inten­dere di essere dispo­sto a un ces­sate il fuoco bila­te­rale: deci­sione che ha finora sem­pre negato. Le Farc, invece, hanno dichia­rato una tre­gua inde­fi­nita, sup­por­tate dalle orga­niz­za­zioni popo­lari, alle quali chie­dono di essere garanti anche in que­sto deli­cato frangente.

Intanto, anche la seconda guer­ri­glia, i gue­va­ri­sti dell’Esercito di libe­ra­zione nazio­nale (Eln) ha annun­ciato la dispo­ni­bi­lità a deporre le armi.